Benvenuti nel mio sito.

Grazie per essere qui!

Cercherò di spiegare con chiarezza e trasparenza, questo complesso mondo, più precisamente come nasce la “protesizzazione acustica su msura”, in che modo sarai accolto da me, gli esami a cui sarai sottoposto per permettermi di orientarmi sull’ausilio uditivo più idoneo per te. Ti mostrerò le varie scelte ed i vari prezzi, sarai tu con me a scegliere la soluzione migliore. Ho a disposizione anche una finanziaria che applica interessi molto esigui ed in certe situazioni anche il TASSO ZERO!.  

Iter diagnostico:

‘Migliore strumentazione’

La prima ed importantissima tappa per una diagnosi corretta è l’otoscopia. Osservare attraverso il condotto la vostra membrana timpanica, Si noterà se vi sono tappi di cerume, se la membrana è integra e normo riflettente e mi renderò conto della forma e caratteristiche delle curve.

Esame Audiometrico

Una volta valutati condotti e membrana timpanica, si passa all’esame oggettivo. Armati di cuffie mi risponderete ogni qual volta udirete il tono che vi manderò alle varie intensità. Grazie a questo semplice ma importante parametro, mi renderò conto dello stato uditivo e se vi sono differenze sostanziali tra un lato e l’altro.

Esame Vocale.

L’esame Vocale è un altro importante parametro, questa volta sentirete delle parole bisillabiche a caso a varie intensità. Con questo esame, più simile alla vita reale dove fondamentalmente ci interessa comprendere le parole, avrò un ennesimo riferimento oggettivo sulla vostra condizione acustica.

Cosa i pazienti raccontano…

Carmela Riccio

Voglio partecipare anche io attivamente scrivendo qualche riga su questa pagina, raccontando la mia personale “avventura uditiva” che prosegue serenamente, soprattutto sensibilizzare tutte quelle signore come me, che sono giovani e che ci tengono a spendere la vita partecipandovi attivamente e non come spettatrici. 
Nel lavoro è importante essere presente al 100%, ma è soprattutto nelle ore che dedichiamo a noi che dobbiamo essere sereni, tempo in cui ricarichiamo le energie mentali e spirituali per essere persone gradevoli e positive, proprio in quei momenti abbiamo bisogno di esserci al 100%.
Troppo spesso mi rendevo conto che in alcune situazioni di confusione, al ristorante o per strada, le parole delle mie amiche venivano da me percepite con difficoltà, alcuni suoni lievi come il flebile pulsare del microonde o lo squillare del citofono erano appena percettibili se mi trovavo in una stanza distante. Mi sono recata dal Dr. Acampora il quale mi ha dato modo di esprimere le mie sensazioni mettendomi subito a mio agio, insieme abbiamo trovato il modello migliore che si adattava alla mia persona, leggero e del colore adatto ed è cominciata la riabilitazione acustica.
Ho rispettato il protocollo di utilizzo alla lettera, inserendo gli apparecchi al mattino per qualche ora e di nuovo nel pomeriggio, abituandomi gradatamente alla nuova sensazione uditiva. Non ho riscontrato particolari difficoltà ad indossarli, come fossero degli orecchini o gli occhiali ed allo specchio erano invisibili, ma è soprattutto nella vita sociale che ho potuto rendermi conto del fascino di udire tutto e tutti nitidamente.
Voglio lasciare la mia personale testimonianza per convincere chi riscontra le mie stesse difficoltà ad affidarsi alle persone giuste e di porre subito rimedio ad un disagio che se preso per tempo può essere arginato. Bello rimediare all’ipoacusia senza dover ricorrere ad operazioni chirurgiche e senza l’ingestione di farmaci, ma semplicemente utilizzando la nano tecnologia. Un saluto a tutti.

Vincenzo Sacco:

ho 68 anni portati bene a detta di molti e di professione faccio l’attore di teatro.

Lo faccio da quand’ero bambino e forse anche prima, mestiere che mi porta a girare l’Italia tutta…. Sul palcoscenico spesso usiamo dei microfoni perchè l’acustica di alcuni teatri e non faccio nomi è veramente pessima. I microfi che vengono utilizzati sono efficaci per il pubblico che riesce a sentire oltre la voce, anche i passi e lo schioccare delle dita, ma purtroppo non risolve il problema che mi affligge ormai da anni, ovvero l’ipoacusia. Ho convissuto stupidamente con questo problema senza porvi rimedio, ovvero mi sottoponevo con tutta la buona volontà agli esami audiometrici, mi comunicavano la diagnosi, sempre la stessa, e mi consigliavano le macchinette.
Ho sempre ripudiato questa cosa, devo già sopportare gli occhiali tutto il giorno e non volevo mettere nulla nell’orecchio perché ho poca pazienza e non volevo altri pensieri. Nel frattempo però, mi accorgevo di avere sempre più problemi a lavoro, gli attori colleghi terminavano la loro battuta ed io ero sempre incerto sul momento di dire la mia, da piccolo handicap ormai era diventato un disagio anche fuori teatro. Per non parlare del regista che alle prove seduto nelle prime, mi lancia gli aeroplani di carta con il suo messaggio scritto per me

tra le risa imbarazzate di qualche presente.

Preso dalla disperazione mi sono visto costretto a porre rimedio alla questione mi sono recato allo studio del dottor Acampora, un ragazzone simpatico con tante passioni per il canto e per la musica, il quale, dopo aver effettuato degli esami, mi disse subito alcune frasi che mi lasciarono attonito, disse che “sentivo le parole ma non ne capivo il significato” e soprattutto che se l’interlocutore alzava troppo la voce il risultato era peggiore! Senza che gli avessi detto ancora nulla aveva centrato il punto. Mi ha consigliato un modello di apparecchio discreto, del colore dei miei capelli bianchi, mi ha chiesto di usarlo per tre o quattro ore al giorno per una settimana e di tornare da lui. Vi confesso, cari lettori, che ho cominciato a sentire suoni mai uditi e dimenticati. Il legno del palcoscenico che scricchiola sotto il mio peso, oppure il fischio dei microfoni e finalmente la voce del regista che ha finalmente smesso di lanciare messaggi nella bottiglia…. Thor Il mio pastore tedesco, un giorno ha deciso di assaggiare il destro spaccandolo a metà e con estrema serietà mi ha fornito un nuovo apparecchio alla metà del prezzo.

Ecco perchè ho accettato volentieri di condividere questa mia avventura con gli apparecchi acustici e con il Centro Protesi Acustiche, perché spesso la soluzione al problema è a portata di mano, basta solo infilare la mano nel cassetto giusto e tirarla fuori.

Grazie ancora al Dottor Cristiano che mi ha anche donato un pacco di pile omaggio per ringraziarmi per il tempo che ho speso (volentieri) a parlare di lui in queste righe.

A presto sul palcoscenico della vita!.